Louise Andreas von Salomè: la donna che incantò il Novecento .

 

 

E’ quasi sempre una grande donna, una vera musa ispiratrice, a nascondersi spesso dietro grandi artisti ed intellettuali.

Louise Andreas e Nietzsche

E’ proprio il caso di Louise Andreas von Salomè: l’affascinante e coltissima intellettuale che incantò il Novecento e alla quale vennero attribuiti numerosi e inesistenti flirt, tra cui il “triangolo” (mai esistito) con Paul Reé e Nietzsche che, anzi, tenne ben al guinzaglio, chiarendo dal primo momento che l’unico modello d’amore al quale i due potevano aspirare nei suoi confronti, era quello purissimo intercorrente all’interno della Trinità cristiana. Ma tale era l’ammirazione sconfinata per Lou che, nonostante il venir meno del loro “sogno erotico”, entrambi accettarono, anche se non di buon grado, un rapporto basato esclusivamente su un sodalizio intellettuale che Louise ebbe soprattutto con Nietzsche, talmente innamorato di lei da chiederla in moglie per ben due volte, incassando, per tutta risposta, un doppio due di picche che il teorizzatore del “superuomo” incassò con molta poca filosofia.

L’incontro fatale in San Pietro

I due si incontrarono per la prima volta, tramite un’amica comune, nella basilica di San Pietro, inutile dire che Nietzsche ne rimase immediatamente colpito, tanto da esclamare, andandole incontro e citando Goethe: “Cadendo da quali stelle siamo stati spinti qui l’uno verso l’altro?”. Ma lei, cogliendone al volo le intenzioni, rispose prosaicamente: “Quanto a me vengo da Pietroburgo”. Eppure, nonostante le premesse, il sodalizio intellettuale che nacque tra i due fu molto intenso e prolifico: l’affascinante russa gli ispirò la “Gaia scienza” e “Così parlò Zarathustra”. Per alcuni periodi Lou si trasferiva a casa di Nietzsche, subendo i terribili dispetti della sua invadente sorella, per discorrere, tutti i giorni, per 10 ore di fila, di filosofia e del sistema di pensiero che Nietzsche voleva creare.  Fu proprio la sua adorata amica a leggere dietro l’apparente ribellione anticristiana del Filosofo, una ricerca di Dio, di cui lo rese consapevole, sebbene manifestata e attuata in modo del tutto singolare, di quel “Dio che sta ben nascosto” al quale Nietzsche dedicò (pochi lo sanno!) laceranti preghiere, chiedendogli di manifestarsi.

Lou e Rilke: le “anime affini”

Ma l’unica vera relazione che segnò la vita della talentuosa Louise, fu quella con il poeta Rilke che arrivò a parlare di “intimità spirituale” e di “straordinarie affinità elettive” riguardo il loro rapporto che, all’epoca, fece scandalo per la differenza di età che intercorreva tra i due (lei aveva 10 anni più di lui). Alla sua amata, che gli ispirò “Elegie duinesi” dedicò versi in cui sottolinea che le anime affini passano, insieme, attraverso tutte le tempeste.

Eccone un esempio: “Che due esseri umani si riconoscano l’un l’altro, non è soltanto splendido; ma è della più grande importanza che si incontrino nel momento giusto e che insieme celebrino feste profonde e silenziose in cui crescere uniti nel desiderio per essere uniti contro le tempeste […] prima che due siano infelici assieme, devono insieme essere stati beati e avere un comune santo ricordo, che custodisca un uguale sorriso sulle loro labbra e un’uguale nostalgia nelle loro anime. Diventano allora come fanciulli che abbiano goduto insieme una festa di Natale; quando trovano alcuni minuti di respiro nei lunghi, pallidi giorni, si siedono assieme e si raccontano con guance infuocate della notte splendente di luci e odora di abete…Esseri come questi passano attraverso tutte le tempeste”.  Un rapporto così importante che terminò solo con la morte prematura di Rilke

Insomma, Louise Andreas von Salomè, fu una donna capace di intessere rapporti profondi e proficui sotto ogni aspetto, pur dovendo subire, per buona parte della sua vita, l’ingiusta etichetta di “mangiauomini” forse perché quella sua sete di conoscenza, l’assidua frequentazione dei salotti letterari dell’epoca, la fitta corrispondenza epistolare che ebbe con molti degli intellettuali più importanti del Novecento, la resero troppo dissimile dal modello di donna diffuso in quegli anni. E’ a questa donna straordinaria e a quello che veramente fu e che emerge in modo veritiero dai suoi fitti carteggi, più che dai pettegolezzi morbosi dell’epoca, che abbiamo voluto rendere omaggio e giustizia raccontandone, anche se brevemente, gesta e virtù.

 

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