Prof. Alessandro D’Avenia

“Ogni storia è una storia d’amore” è innanzitutto un canto d’amore dedicato alla donna e alla sua capacità di generare Vita con il suo grembo ed il suo spirito.
Con uno stile ipnotico e coinvolgente, Alessandro D’Avenia ci trascina nel cuore di una serie di importanti vicende amorose che hanno riguardato 36 fidanzate, mogli, compagne, amanti di artisti famosi che hanno vissuto la loro storia, in contrapposizione o alleate con quella Musa che ha reso grandi questi scrittori, musicisti, pittori e quant’altro.
Come un quadro dalle mille sfumature, l’Autore compone una serie di ritratti sempre nuovi e diversi dei protagonisti di queste storie, con pennellate assai vivide e suggestive ed una capacità introspettiva tale da farci cogliere il nocciolo di ogni storia d’amore, la sua natura, la sua funzione e da farci intuire, fin dalle prime righe, l’esito finale di ognuna di esse.
Le protagoniste assolute sono, tuttavia, le donne attraverso le quali prende forma, in modo assolutamente vario, il sentimento dell’amore. Ogni vicenda è inserita in un’unica grande cornice: il mito di Orfeo e Euridice, che viene presentato dall’Autore stesso, nell’incipit del romanzo, come l’archetipo di ogni storia d’amore. Questo filo conduttore viene utilizzato, all’inizio di ogni storia, per spiegare le varie fasi di una vicenda amorosa: dal preferire il proprio canto all’essere pronti a sacrificarsi per l’altro e, dunque, dall’amore narcisistico, vissuto come puro eros, all’amore oblativo, legato spesso ai piccoli gesti della quotidianità.
Questo mito, come un filo rosso (ripreso nella copertina del libro creata dalla sorella dello scrittore, Marta D’Avenia) lega ogni storia, generando una sorta di grande “ragnatela narrativa”.
Le donne così diverse che ritroviamo nel romanzo, i cui profili psicologici sono mirabilmente tratteggiati dall’Autore, sono tuttavia accomunate da un elemento importante: aver avuto tutte, per compagni, grandi artisti e l’aver giocato, quindi, un ruolo essenziale (in positivo o in negativo) nella loro stessa ispirazione artistica. In alcuni casi, infatti, sono presentate come specchi dell’inquietudine tormentosa (esistenziale ed “estetica”) dei loro compagni fino a giungere, quasi per riflesso, all’autodistruzione, in altri casi sono assistenti capaci e devote, in altri ancora, veri e propri parafulmini viventi capaci di contrastare e dileguare i demoni interiori dei loro amati compagni di vita.
Ciò che le differenzia è, dunque, il loro rapporto con la “Musa”, con cui a volte arrivano a contendersi l’attenzione del loro amato, quasi come un’amante all’interno del rapporto di coppia. In altri casi, al contrario, esse si identificano con la Musa stessa, la incarnano perfettamente e arrivano a farsi muovere da essa, componendo opere “a quattro mani”, in perfetta e piena sinergia con il proprio talentuoso amato.
Si può essere in sintonia o in disaccordo con la visione dell’amore presentata in questo avvincente “romanzo a racconti” ma una cosa è certa: Alessandro D’Avenia incanta e trascina anche il lettore più scettico tra una pagina e l’altra, mostrando una visione del sentimento più conosciuto, usato e abusato, mai banale, anzi, sorprendente, trasformando la sua opera in un vero e proprio “esperimento letterario” incredibilmente riuscito e nuovo.

Ascolta la nostra intervista al prof.D’Avenia:

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